Teatro Toto

Teatro Scuola 2018/2019

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" IL TEATRO PER LE SCUOLE "

IL TEATRO PER LE SCUOLE è un progetto finalizzato alla sensibilizzazione e al coinvolgimento di giovani e bambini al mondo del teatro .

La Stagione, si rivolge alle scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado.

 direzione artistica   Enzo Liguori


 

PER INFORMAZIONI:

tel: 081296051 (orari d’ufficio) 

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.teatrototo.it

 

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GLI SPETTACOLI IN PROGRAMMA

  

 

 A.S. 2018/19

 

La Compagnia dell’Accademia del Teatro Totò

 

presenta

 

 III

 

scritto da:  GAETANO LIGUORI e CIRO VILLANO

diretto da: GAETANO LIGUORI

 con: CIRO LIUCCI

e con la partecipazione di CIRO ESPOSITO

e con altri 20 attori in scena

 

Ventiquattro anni fa: il 19 Marzo 1994, nel giorno di San Giuseppe, quattro colpi di postola recisero la vita di un “eroe per caso”: il trentaseienne don Peppe Diana.                                                                                                      

Il teatro quindi, per ricordare, per non dimenticare, per narrare un’assenza, insomma per averne memoria.

Il Teatro Totò ha realizzato questa messinscena nel ricordo di don Peppe Diana e del suo “coraggio di avere paura”, che ha avuto da subito il patrocinio dell’associazione di promozione sociale “Comitato don Peppe Diana”, Libera Nazionale, Comune di Napoli e infine il patrocinio del comune di Casal Di Principe. Infatti il “comitato don Peppe Diana” fu costituito nel 2003 da sette organizzazioni attive nel sociale, le quali decisero che il messaggio, l'impegno e il sacrificio di don Giuseppe Diana non dovessero essere dimenticati.                                    

Scritto da Gaetano Liguori e Ciro Villano, con i contributi video di Gennaro Silvestro, lo spettacolo vede protagonisti Ciro Liucci e altri 20 attori dell’Accademia delle Arti teatrali del Teatro Totò, con la partecipazione del bravissimo Ciro Esposito, diretto da Gaetano Liguori.

L’Accademia delle Arti teatrali del Teatro del Totò, dalla quale provengono in massima parte gli attori dello spettacolo è da sempre impegnata nel completare, affrontando tematiche sociali come queste, non solo il percorso artistico dei giovani ma soprattutto quello umano e di vita.

Tematiche sociali, argomenti formativi per i giovani attori che il teatro Totò negli anni ha già affrontato con gli spettacoli: “Scetate Maestà” ambientato durante la rivoluzione napoletana del 1799, “’O juorno ‘e San Michele” di Elvio Porta dove si affrontava la questione meridionale e “Al di là del mare per non dimenticare” dove si puntavano i riflettori sul femminicidio, tema quanto mai attuale negli ultimi tempi.

NOTE DI REGIA Siamo nella chiesa di San Nicola a Casal di Principe, sono le 7:25 del 19 Marzo 1994 è san Giuseppe. Don Peppino Diana dirà messa molto presto quella mattina, poi si recherà ad Aversa all’ITIS A. Volta dove insegna.

Per il pomeriggio i suoi amici gli hanno preparato una piccola festa per il suo onomastico, ma quella festa e quella messa annunciata per le 7:30 non saranno mai celebrate. I killer della camorra spezzeranno la sua vita con quattro colpi di pistola sparati a bruciapelo con rara ferocia in pieno viso. Peppino tre giorni prima della sua morte , era stato interrogato in procura sui rapporti d’affari tra politica e camorra. Solo qualche mese prima aveva organizzato una fiaccolata anticamorra che aveva coinvolto però solo poche persone. Aveva firmato un documento di denuncia contro la malavita organizzata, si dava da fare per aiutare gli extracomunitari, lavorava con una comunità che si occupava dei tossicodipendenti e seguiva con passione il gruppo dei giovani scout. Un prete molto scomodo quindi , per chi fa del malaffare una regola di vita .

Ecco perché muore a soli 36 anni Don Peppe. Voleva educare i giovani alla legalità , al rifiuto della convivenza con la camorra ed al suo sistema di potere. Probabilmente questa azione civica quotidiana gli è costata la giovane vita. Ecco quindi che il modo migliore per rendere onore alla sua memoria ci è sembrato quello realizzare uno spettacolo teatrale che ci parlasse di lui, della sua vita , dei suoi dilemmi, dei tanti dubbi che Don Peppe aveva avuto anche sull’atteggiamento della stessa chiesa nei confronti dei camorristi.

Gaetano Liguori

 

 “Una ragazza mi ha chiesto ‘Che cos'è la felicità?, io le ho risposto: ‘La felicità è la possibilità di poter sognare. È la libertà di potersi rinchiudere nei propri pensieri quando si vuole. L'uomo senza i sogni, morirebbe all'istante."                                            

Don Peppe Diana

                       

 

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Bulli 2018

PREMESSA

Il termine bullismo deriva dal termine inglese “bullying” (opprimere, tiranneggiare): è una forma di sopraffazione sperimentata da un bambino o da un adolescente ad opera di un compagno prevaricatore.

Questa situazione crea nella “vittima” una condizione di sofferenza, una forte svalutazione della propria identità e l’alto rischio di emarginazione dal gruppo.

Sicuramente il modo migliore per affrontare questo fenomeno è quello della prevenzione. Questo breve scritto vuole essere solo una breve introduzione al fenomeno, che è decisamente complesso e sfaccettato nelle sue manifestazioni.

Il progetto ‘Scuola vs Bulli’ intende prevenire e ridurre il fenomeno del bullismo nella scuola.

Infatti la scuola rappresenta il luogo in cui gli studenti quotidianamente sperimentano i processi di apprendimento vivendo straordinarie opportunità di crescita intellettuale, di maturazione, di acquisizione di consapevolezza critica e di responsabilità ma, al tempo stesso, in cui si misurano anche con le difficoltà, la fatica, gli errori, le relazioni con pari ed i momentanei insuccessi.

 

IL MUSICAL
Musical di amicizia e solidarietà non è un semplice spettacolo teatrale, ma un musical, che affronta il tema del bullismo fra i banchi di scuola, il suo tema oggi viene considerato con grande serietà da alunni, professori, scuola e istituzione che vi si dedicano con progetti speciali, proprio per la grande sofferenza che genera. Lo show a cui assisteranno in teatro le scolaresche racconta una storia che può essere quella di tanti alunni, la contrapposizione tra un “bullo” nient’ altro che un ragazzo lasciato solo che cerca in ogni modo di prevaricare, ed un “secchione”, che soffre le stupide angherie che gli vengono impartite con un bullismo fisico, ma anche cyberbullismo, sotto gli occhi indifferenti dei compagni di classe che vedono chiaramente l’ingiustizia che viene fatta, ma che non si schierano dalla parte del giusto.. Non hanno ancora la forza di farlo, per riuscire a catturare l’attenzione e la sensibilità dei ragazzi lo spettacolo parla nella loro stessa “lingua” e da importanza a cosa loro hanno da dire. Si alternano infatti recitazione, canto, danza e risate in maniera tale da poter accendere il focus della loro attenzione per poterla ancor meglio carpire e dirottare sulle riflessioni serie.

Il valore dello spettacolo risiede nel valore dei giovani stessi, chiamati ad essere non solo spettatori, ma protagonisti, invitandoli a riflettere sui propri comportamenti e sulla volontà di costruirsi una coscienza legata al concetto di giustizia, rettitudine d’animo e legalità, inizio della crescita di un cittadino onesto e consapevole.

Proprio per la composizione particolare dello spettacolo il “musical” la storia viene chiaramente recepita dagli alunni delle classi elementari, mentre le classi medie e superiori rivivono una loro giornata fra i banchi, dai più piccoli ai più grandi, tutti insieme, si ritrovano in platea a fare il tifo per il più debole cantando nel finale “ tu sei importante” e a non accettare certi comportamenti sia di indifferenza che di prevaricazione.

scritto da : GIOVANNA PIGNIERI

coreografie: ETTORE SQUILLACE

musiche: MASSIMO D’AMBRA

regia: ENZO LIGUORI

 

OBIETTIVI

- il rafforzamento della formazione e sensibilizzazione di insegnanti e genitori;

- l’avvio di un programma che sin dalla scuola primaria ponga le basi per una prevenzione diffusa dei comportamenti di prepotenza;

- elaborazione di interventi nelle classi per aprire spazi di ascolto rivolti agli alunni;

- il monitoraggio e la valutazione del progetto.

PERCORSO PROGETTUALE

Il progetto avrà carattere curricolare e laboratoriale, affiancandosi alla normale programmazione didattica, non è strettamente necessario proporre attività cosiddette “speciali” (percorsi cioè che si possono realizzare una tantum e limitatamente nel tempo); vi sono infatti attività curriculari e strategie didattiche abitualmente adottate dagli insegnanti che permettono di raggiungere obiettivi non solo cognitivi ma anche educativi, in quanto, per le loro modalità di realizzazione, favoriscono nei ragazzi la maturazione di stili relazionali positivi e di abilità pro sociali.

Alla luce di quanto esposto gli insegnanti vengono chiamati in causa ricoprendo il ruolo di guida e di moderatori delle discussioni e dei confronti verbali con il gruppo classe, scaturite dagli spunti offerti da sketch rappresentati da attori, che, inaspettatamente, si presentano in classe ad inscenare situazioni caratterizzate da atti di bullismo.

Ai dibattiti potrebbero seguire attività basate sulla realizzazione di disegni, cartelloni, lettura di testi e utilizzo di materiale audiovisivo e interpretazione di scenette il tutto mettendo in pratica strategie come il cooperative learning, il role playing e il problem solving.

Tali attività saranno propedeutiche alla visione e alla partecipazione dello spettacolo teatrale, avente un contenuto che sarà parte organica del Progetto educativo.

La rappresentazione, che costituirà l’elemento finale del Progetto, sarà un musical dal titolo ‘Scuola vs Bulli’. In questa rappresentazione, ricca di luci e musiche, gli attori rappresenteranno quotidiane scene di vita scolastica che riguardano il tema in questione. Gli alunni, grazie alle attività svolte con gli insegnanti nel periodo antecedente allo spettacolo, potranno comprendere meglio e addirittura vivere lo spettacolo, venendo chiamati dagli attori professionisti ad aiutarli nello svolgimento della storia.

Spesso gli studenti non vogliono mettersi in gioco e i docenti dovranno entrare nella loro mappa mentale e presentare il laboratorio teatrale come una delle attività più favorevoli alla relazione interpersonale. Il teatro ha però delle regole ed una sua grammatica, e mentre l’attore produce spettacolo e dà vita ad un’opera d’arte, lo studente “gioca al teatro” per capire e per crescere: cambia la finalità, ma la grammatica è la stessa.

 

 

 

 

 

 

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