PEPPE DIANA – Il coraggio di avere paura

PEPPE DIANA – Il coraggio di avere paura

La Compagnia dell’Accademia del Teatro Totò CIRO LIUCCI
21 febbraio 2019 03 marzo 2019
Mostra orari
Diretto da

GAETANO LIGUORI

con la partecipazione di

CIRO ESPOSITO e con altri 20 attori in scena

Di

GAETANO LIGUORI e CIRO VILLANO

Categoria
Stagione teatrale

Ventiquattro anni fa: il 19 Marzo 1994, nel giorno di San Giuseppe, quattro colpi di postola recisero la vita di un “eroe per caso”: il trentaseienne don Peppe Diana.

Il teatro quindi, per ricordare, per non dimenticare, per narrare un’assenza, insomma per averne memoria.

Il Teatro Totò ha realizzato questa messinscena nel ricordo di don Peppe Diana e del suo “coraggio di avere paura”, che ha avuto da subito il patrocinio dell’associazione di promozione sociale “Comitato don Peppe Diana”, Libera Nazionale, Comune di Napoli e infine il patrocinio del comune di Casal Di Principe. Infatti il “comitato don Peppe Diana” fu costituito nel 2003 da sette organizzazioni attive nel sociale, le quali decisero che il messaggio, l’impegno e il sacrificio di don Giuseppe Diana non dovessero essere dimenticati.

Scritto da Gaetano Liguori e Ciro Villano, con i contributi video di Gennaro Silvestro, lo spettacolo vede protagonisti Ciro Liucci e altri 20 attori dell’Accademia delle Arti teatrali del Teatro Totò, con la partecipazione del bravissimo Ciro Esposito, diretto da Gaetano Liguori.

L’Accademia delle Arti teatrali del Teatro del Totò, dalla quale provengono in massima parte gli attori dello spettacolo è da sempre impegnata nel completare, affrontando tematiche sociali come queste, non solo il percorso artistico dei giovani ma soprattutto quello umano e di vita.

Tematiche sociali, argomenti formativi per i giovani attori che il teatro Totò negli anni ha già affrontato con gli spettacoli: “Scetate Maestà” ambientato durante la rivoluzione napoletana del 1799, “’O juorno ‘e San Michele” di Elvio Porta dove si affrontava la questione meridionale e “Al di là del mare per non dimenticare” dove si puntavano i riflettori sul femminicidio, tema quanto mai attuale negli ultimi tempi.

NOTE DI REGIA Siamo nella chiesa di San Nicola a Casal di Principe, sono le 7:25 del 19 Marzo 1994 è san Giuseppe. Don Peppino Diana dirà messa molto presto quella mattina, poi si recherà ad Aversa all’ITIS A. Volta dove insegna.

Per il pomeriggio i suoi amici gli hanno preparato una piccola festa per il suo onomastico, ma quella festa e quella messa annunciata per le 7:30 non saranno mai celebrate. I killer della camorra spezzeranno la sua vita con quattro colpi di pistola sparati a bruciapelo con rara ferocia in pieno viso. Peppino tre giorni prima della sua morte , era stato interrogato in procura sui rapporti d’affari tra politica e camorra. Solo qualche mese prima aveva organizzato una fiaccolata anticamorra che aveva coinvolto però solo poche persone. Aveva firmato un documento di denuncia contro la malavita organizzata, si dava da fare per aiutare gli extracomunitari, lavorava con una comunità che si occupava dei tossicodipendenti e seguiva con passione il gruppo dei giovani scout. Un prete molto scomodo quindi , per chi fa del malaffare una regola di vita .

Ecco perché muore a soli 36 anni Don Peppe. Voleva educare i giovani alla legalità , al rifiuto della convivenza con la camorra ed al suo sistema di potere. Probabilmente questa azione civica quotidiana gli è costata la giovane vita. Ecco quindi che il modo migliore per rendere onore alla sua memoria ci è sembrato quello realizzare uno spettacolo teatrale che ci parlasse di lui, della sua vita , dei suoi dilemmi, dei tanti dubbi che Don Peppe aveva avuto anche sull’atteggiamento della stessa chiesa nei confronti dei camorristi.

Gaetano Liguori

“Una ragazza mi ha chiesto ‘Che cos’è la felicità?, io le ho risposto: ‘La felicità è la possibilità di poter sognare. È la libertà di potersi rinchiudere nei propri pensieri quando si vuole. L’uomo senza i sogni, morirebbe all’istante.”

Don Peppe Diana

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