SKETCH… TI RACCONTO L’AVANSPETTACOLO

SKETCH… TI RACCONTO L’AVANSPETTACOLO

GIACOMO RIZZO
11 agosto 2021 12 agosto 2021
Mostra orari
con

GIACOMO RIZZO

e con

SALVATORE ESPOSITO

CARLA SCHIAVONE

UMBERTO ANACLERICO

Scritto e diretto da

G. RIZZO

Categoria
RIDERE 2021

Spettacolo di varietà di gusto popolare che, in passato, precedeva o seguiva la proiezione dei film nei cineteatri ” Così viene definito nel dizionario della lingua italiana ma l’Avanspettacolo è anche molto di più.

Per raccontare l’Avanspettacolo bisogna che si parli delle origini, il Varietà, come momento di nascita in Italia il 1891, anno di apertura del Salone Margherita a Napoli: se non il primissimo, almeno uno dei primi e sicuramente il più importante dei café-chantant degli albori di questo genere nel nostro Paese.

Lo stesso anno aprì a Milano il Salone Caffè Concerto Morisetti, che consideriamo il capostipite dei vari luoghi meneghini di intrattenimento leggero. Al tempo, Napoli, Milano e Roma erano i punti di riferimento dei varietà nazionali sia per quantità che per qualità.

Così, tra la fine dell’ Ottocento e i primi del Novecento, lungo la penisola fiorirono non meno di trenta, trentacinque grandi cafè-chantant, poi teatri di varietà.

Lo sviluppo successivo avvenne negli anni ’20, con l’incontro tra il varietà, l’operetta e la rivista. Sui suoi palchi si esibirono artisti come Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Nino Taranto, Macario, Renato Rascel, Elena Giusti, Ugo Tognazzi, Gino Bramieri, Delia Scala, Raimondo Vianello, Sandra Mondaini, Tino Scotti e numerosi altri.

Tra il 1931 e il 1933, l’industria cinematografica del nostro Paese fu oggetto di una serie di leggi protezionistiche create dal regime: garanzie di sussidi in base agli incassi, obbligo per le sale di

proiettare un determinato numero di film italiani, tasse sulle pellicole straniere e un fondo riservato ai premi alle opere di qualità. Molti proprietari dei teatri che, fino ad allora, avevano ospitato solo rappresentazioni dal vivo, scelsero di approfittare della possibilità e affiancare la programmazione cinematografica a quella degli spettacoli di rivista, facendo nascere così l’avanspettacolo. Questo genere teatrale che ha imperversato dagli anni 30 sin sul finire degli anni 60, subendo molteplici trasformazioni, altro non e’ se non un insieme ridotto del cafè-chantant, del varietà e se vogliamo anche del music-hall.

Espressione tipicamente italica l’Avanspettacolo trovava spazio nelle migliaia di sale sparse in tutta la penisola ed in esse si alternavano centinaia di Compagnie di giro più o meno note che proponevano due spettacoli giornalieri e la domenica tre ed a volte quattro. E’ importante ricordare che malgrado l’Avanspettacolo fosse considerato un genere di spettacolo minore, esso ha costituito la base per la formazione di affermati artisti tra cui possiamo ricordare Toto’, Fabrizi, Dapporto, Tognazzi, Billi e Riva, Taranto, Chiari, i De Rege, Banfi, Carotenuto, Croccolo, Rizzo, Franchi e Ingrassia, Bramieri, Alberto Sordi ed altri ancora. Tutti sono passati dalle polverose tavole dei palcoscenici di periferia prima di approdare ai fasti ed al successo della grande Rivista, lo spettacolo di serie A.

Oggi, in teatro, si ricorda poco questo nobile teatro anche perché non vi sono più attori di quel genere,

Giacomo Rizzo rappresenta senza dubbio l’ultimo vero grande comico rimasto con quelle caratteristiche.

Rizzo conserva inalterato il ritmo e i tempi comici dell’avanspettacolo, nessuno meglio di lui sa ancora recitare i famosi “sketch” (appunto il titolo dello spettacolo) parti integranti di quel genere di spettacoli. Il Comico, la Spalla, la Soubrette, il Caratterista erano gli ingredienti centrali, una comicità di doppi sensi, di cose non dette ma intuitive, gag, tic e storie paradossali ma rese credibili proprio da quel gruppo di attori che, con la loro bravura, partendo da un canovaccio offrono esilaranti risate e grande divertimento.

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