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Stagione Teatrale 2010 / 2011

E' aperta la nuova campagna abbonamenti a 9 spettacoli della Stagione Teatrale 2010 / 2011 del Teatro Totò di Napoli.

Scarica la locandina

dal 10 al 20 Febbraio 2011

 

GIANFRANCO & MASSIMILIANO
GALLO
in
“NON CAMBIARE MAI”
con
YULIJA MAJARCHUK
e con
ALAN DE LUCA
Regia
Gianfranco Gallo
 
“Non cambiare mai”   tratta il tema del rifiuto radicato in ognuno di noi verso tutto ciò che è diverso , ma quel che la rende particolare, a mio avviso, è che usa i mezzi di un universo minimalista riconoscibili nell’apparente ordinarietà dei personaggi e nella peculiarità del testo che lascia spazio allo spettatore, lo lascia “interpretare le interpretazioni”, lo rende libero di dare la sua versione e lo sorprende abbattendogliela ogni volta come un castello di carte da gioco. Questa, che  dovrebbe essere l’era della “rete”, del contatto, della conoscenza universale, in realtà è un’epoca in cui si ha maggiormente la possibilità di ripiegare su se stessi grazie ad un PC installato in casa, ad una TV tematica e a tutto quello che ancora verrà a costruire libertà fittizia. La commedia è una sorpresa continua, fino alla fine non si comprenderà il suo risvolto e potrà sembrare tutto e il contrario di tutto, i momenti comici che pervadono il testo ce li si può giocare in mille modi e ogni volta poi cambiare stile perché lo svolgimento della trama lo rende possibile. I protagonisti sono di una provincia del sud, Maria è di un paese o di una città appena a 100 km di distanza che però la rendono già, ai loro occhi, settentrionale. Qui loro sono di una località in provincia di Salerno e lei è di Napoli, ma la vicenda potrebbe svolgersi in qualsiasi posto del mondo con la stessa situazione geografica : luoghi a poche centinaia di migliaia di metri di distanza che fanno Sud e Nord. I personaggi sono pieni, ognuno vive di vita propria e potrebbe avere una sua commedia, di alcuni raccontano anche i silenzi, gli sguardi , le pause, le attese.
Gianfranco Gallo

“Non cambiare mai” tratta il tema del rifiuto radicato in ognuno di noi verso tutto ciò che è diverso , ma quel che la rende particolare, a mio avviso, è che usa i mezzi di un universo minimalista riconoscibili nell’apparente ordinarietà dei personaggi e nella peculiarità del testo che lascia spazio allo spettatore, lo lascia “interpretare le interpretazioni”, lo rende libero di dare la sua versione e lo sorprende abbattendogliela ogni volta come un castello di carte da gioco. Questa, che dovrebbe essere l’era della “rete”, del contatto, della conoscenza universale, in realtà è un’epoca in cui si ha maggiormente la possibilità di ripiegare su se stessi grazie ad un PC installato in casa, ad una TV tematica e a tutto quello che ancora verrà a costruire libertà fittizia. La commedia è una sorpresa continua, fino alla fine non si comprenderà il suo risvolto e potrà sembrare tutto e il contrario di tutto, i momenti comici che pervadono il testo ce li si può giocare in mille modi e ogni volta poi cambiare stile perché lo svolgimento della trama lo rende possibile. I protagonisti sono di una provincia del sud, Maria è di un paese o di una città appena a 100 km di distanza che però la rendono già, ai loro occhi, settentrionale. Qui loro sono di una località in provincia di Salerno e lei è di Napoli, ma la vicenda potrebbe svolgersi in qualsiasi posto del mondo con la stessa situazione geografica : luoghi a poche centinaia di migliaia di metri di distanza che fanno Sud e Nord. I personaggi sono pieni, ognuno vive di vita propria e potrebbe avere una sua commedia, di alcuni raccontano anche i silenzi, gli sguardi , le pause, le attese.
Gianfranco Gallo